
LA RABBIA
Quando è la rabbia a gestire le conversazioni, la maggior parte del discorso sarebbe da cestinare (se non la versione integrale).
Offese, giudizi, cattiverie, ingiustizie, fraintendimenti, non è di certo questo il modo per fare arrivare un messaggio importante.
Si, perché dietro la rabbia, c'è sempre un messaggio importante che vuole uscire, ma che non si riesce ad esprimere...
Ecco cosa fa tanto arrabbiare!!!
Non è l'altro, non è colpa di un fattore esterno... La chiave è dentro di noi e semplicemente è "non riesco a dirti cosa provo e non riesco a dirti il mio bisogno"!
Mi spiego meglio..
Questi sono esempi di frasi frequenti che volano nel mio studio (oppure negli incontri online):
"Tu sei un fallito come padre e come uomo!"
"Tu sei una pessima madre, butti tutte le tue frustrazioni isteriche su tuo figlio, se potessi te lo toglierei!"
"Tu pensi di sapere tutto invece non sai proprio nulla, impara a stare zitto!"
"Se ci siamo separati è tutta colpa tua perché eri e sei inesistente!"
"Tu esisti solo per te stesso, per questo i tuoi figli non ti sopportano!"..
Che messaggio arriva da queste frasi ?Vi invito a riflettere ed ascoltarvi.
Io direi nessun messaggio. Piuttosto arriva cattiveria, giudizio, strumentalizzazione dei figli, colpe, ecc.. La conversazione è pertanto già defunta

Sentite come suonano diverse queste frasi invece (che io amo definire la traduzione dal Malparlato al BenParlato)...
"Io sto veramente male quando sento che non comprendi le mie preoccupazioni per nostro figlio, come posso farti capire che per me prevenire quanto prima le frequenti Otiti è importante.. Si hai ragione, non è così grave, ma lui soffre veramente molto, come possiamo aiutarlo, tu riesci a notare i primi sintomi e come ti comporti? Confrontiamoci, può essere utile a me!".
"Mi fa molto arrabbiare quando perdi il controllo e alzi la voce contro di me, anche perché io non riesco più ad ascoltarti quando mi manchi di rispetto. Prova a calmarti e spiegarmi in altre parole cosa vuoi dire, solo così troveremo una soluzione al fatto che nostra figlia non voglia continuare gli studi.. non è colpa nostra, ma noi possiamo aiutarla se smettiamo di litigare!"
"Quando mi dici che <voglio solo insegnarti> mi fai sentire cattiva. Non volevo umiliarti, provavo a trovare soluzioni nell'interesse di nostro figlio, prova a dirmi cosa pensi tu, io ti ascolto. Come possiamo sostenerlo secondo te nel riprendere le partite di calcio, sta molto male per ciò che è accaduto l'altro giorno. Non è colpa nostra, ma noi come possiamo aiutarlo?".
Cosa vi arriva con questa RI-formulazione?
1) Il Messaggio chiaro "restare focalizzati sulla questione, evitare generalizzazioni".
2) Il sentimento che si prova "non è una vergogna esprimere come ci sentiamo, anzi, facilita la comprensione".
3) Il Bisogno, La richiesta "Deve essere chiara, esplicita, ed il confronto restare sulle possibili soluzioni".
La comunicazione è esattamente e semplicemente tradurre il pensiero in parola.
Le emozioni, come LA RABBIA, impediscono che questo apparentemente semplice meccanismo sia compiuto.
Nei litigi è molto difficile rimanere lucidi ed è lì che le incomprensioni fanno capolino, rendendo la relazione ostile.
Io comprendo e conosco bene l'istinto rabbioso primario, quello che scatta come un interruttore davanti alle offese, all'aggressività fisica, alla mancanza di rispetto. Ma non possiamo fermarci a questo!! Dobbiamo andare oltre, altrimenti non riusciremo mai a parlare con l'altra persona !!!
Non si nasce capaci di esprimersi in modo chiaro, la stessa società in cui viviamo ci confonde le idee. Parlarsi bene è però un'alternativa possibile, ed è il focus del mio lavoro.
Esercitatevi ad esprimervi in modo diverso, alternativo, magari partendo dalle figure più vicine, o anche coi vostri figli, poi magari nel tempo provate anche con chi inasprisce ed esaspera le conversazioni..
Vi assicuro risultati tangibili!
La Mediazione Familiare è un aiuto concreto in questo senso, di grande supporto per chi desidera migliorare le proprie condizioni di vita e altrui, come ad esempio i propri figli.
>>>>> Consiglio la lettura di un prezioso libro, al riguardo, "Le parole sono finestre, oppure muri" di Marshall B. Rosenberg. Aiuta a chiarire il concetto che ho cercato di riassumere in questo breve articolo.
